Il Detox secondo me…. (Seconda parte)

by adminelena

Dopo avervi raccontato la mia visione del detox nella prima parte dell’articolo passo a descrivere qualche aspetto pratico.

Quanto dura un detox? 
Non deve essere troppo breve, per dare il giusto tempo all’organismo, ma neppure troppo lungo, per non stressarlo inutilmente. In genere 4 settimane sono un buon compromesso.

Quando si inizia un percorso di depurazione è importante che il processo sia graduale, specialmente se il nostro organismo è carico di tossine, perché è la prima volta che affrontiamo un’esperienza di questo tipo oppure a causa di un prolungato periodo di stress.

La gradualità comporta un inizio dolce e un progressivo intensificarsi dei rimedi.
Nonostante questo, spesso la prima settimana è quella più difficile, soprattutto a livello mentale, perché il nostro cervello non ama cambiare abitudini in modo repentino e ci fa percepire maggiore disagio.
Mentre il percorso procede questa sensazione svanisce e lascia il posto a uno stato di benessere e leggerezza ritrovata.

Gradualità, inoltre, significa anche seguire un certo ordine.

Nella mia esperienza ho imparato che è una buona scelta occuparsi per prima cosa dell’apparato digerente e dell’intestino, le basi di tutto il nostro sistema, mantenendo su di loro un’attenzione costante per tutto il percorso.

“Se vuoi nutrire la vita nutri la Terra” si dice nella tradizione orientale.
La Terra è proprio l’elemento a cui è strettamente connessa la qualità del nutrimento.

Così si spiega il consiglio di eliminare, o almeno ridurre, il consumo di alcuni alimenti, come latticini e carni rosse. Questo non tanto per il fatto che sia un bene o meno mangiarli , questa è una scelta del tutto personale a mio avviso, ma perché il loro processo digestivo e l’effetto che creano nell’organismo remano contro i propositi di un percorso depurativo.
Faccio un esempio: i latticini creano ritenzione e umidità e, in un percorso in cui vogliamo drenare liquidi e tossine, introdurre latte e derivati in quantità può diventare un ostacolo. Si può fare eccezione per alimenti come lo yogurt o, meglio ancora, il kefir di latte, che invece aiutano la flora batterica a riequilibrarsi e quindi agiscono a favore.

La prima cosa da fare è alleggerire l’alimentazione, rinunciando in particolare a cibi che non sono sicuramente sani, come eccesso di dolci, fritti, patatine e snack vari.
In secondo luogo curare la qualità: prendere l’abitudine di cucinare i propri pasti evitando i piatti pronti ci permette di avere un maggior controllo sulla scelta ingredienti.

Può essere di aiuto introdurre sin dall’inizio un succo d’aloe che ha la proprietà di lenire l’infiammazione delle mucose di stomaco, intestino e di tutto il tubo digerente in generale. E’ importante avere l’accortezza di scegliere un succo senza aloina, che è l’elemento lassativo della pianta, che spesso ha effetti irritanti sulle pareti intestinali.

A seguire ci si prende cura degli altri organi emuntori: il fegato, i reni, il sistema linfatico e la pelle.

In aggiunta all’alimentazione, in questa fase si possono introdurre rimedi fitoterapici che favoriscono il drenaggio.
Alcuni li conosciamo già e sono di uso comune, come il tarassaco o la betulla, ma non sono le uniche soluzioni. Avremo modo di approfondire, visto che questo è un argomento che mi appassiona molto!

In ogni caso è bene limitare il “fai da te”:  si tratta di rimedi naturali, ma questo non significa che siano esenti da rischi dei quali magari non siamo consapevoli.
Oltre al rischio allergie, alcune piante potrebbero interferire con farmaci che stiamo assumendo o patologie cui siamo soggetti.
Anche un banale bicchiere di acqua e limone, se per esempio siamo predisposti a gastrite o a reflusso gastro-esofageo, potrebbe creare non pochi problemi.
Non prendiamo i rimedi alla leggera, “naturale” non è sinonimo di innocuo.

Un aspetto da non sottovalutare è l’introduzione di pratiche di rilassamento durante un percorso di depurazione.

La spiegazione è molto semplice.

Il nostro sistema nervoso è suddiviso in:
– sistema nervoso simpatico, che entra in funzione quando esercitiamo azioni volontarie e nei momenti di emergenza
– sistema nervoso parasimpatico, che entra in funzione nei momenti di rilassamento e recupero.

La nostra vita quotidiana si svolge prevalentemente in modalità “simpatica”, siamo sempre di fretta e volti all’azione.
L’attività di disintossicazione del nostro organismo è invece legata al sistema parasimpatico e avviene quando siamo rilassati e in recupero: secondo l’orologio biologico e i ritmi circadiani  gli organi emuntori lavorano prevalentemente di notte.

Se non riusciamo a rilassarci e viviamo sempre in una modalità scandita da ritmi stressanti, il nostro organismo non riesce a eliminare tutto il carico di tossine accumulato, che rimane quindi in circolo.
E’ probabile allora che il sonno non sarà ristoratore, ci alzeremo stanchi e avremo necessità di assumere sostanze che ci aiutano a mantenere attivo il nostro sistema simpatico, già sovraccarico, come per esempio caffè in gran quantità.
Uno dei feedback che più spesso arriva da chi partecipa a un percorso di detox è proprio la diminuzione del numero di caffè durante la giornata, qualcuno riesce anche a eliminarlo del tutto senza sentirne la mancanza.
Per contro, quando all’inizio affermo che sarebbe bene eliminare questa bevanda, la prima reazione è “No, il caffè no, dai!!” …e poi invece….

Abituiamoci a introdurre momenti che inducono alternanza tra attività e rilassamento per facilitare il processo di eliminazione, sia a livello fisico che mentale.
So già che l’obiezione principale a questo punto è: “Non ho tempo!”.
Ecco, la cosa più difficile è proprio convincersi di non essere indispensabili e potersi concedere una passeggiata di mezz’ora, qualche minuto di meditazione o magari semplicemente una chiacchierata con una persona amica (con beneficio reciproco!).
Siamo così abituati a pensare di dover essere sempre efficienti da dimenticare quanto sarebbe meglio invece essere efficaci e presenti completamente dove e quando serve, eliminando il superfluo….proprio come nel detox!!

A volte le soluzioni sono più semplici di quel che sembra.
Come recita un proverbio indiano: “Se davanti a te vedi tutto grigio, sposta l’elefante!”

Per approfondire leggi anche:
Il Detox secondo me…. (Prima parte)
Betulla, la regina dei drenanti

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