Le competenze del naturopata: il terreno

by adminelena

Quando parlo del mio lavoro capita spesso che le persone mi chiedano di cosa mi occupo nello specifico.
I confini della figura professionale e le competenze del naturopata, infatti, sono ancora oggetto di confusione.
Il naturopata non è una figura medica né sanitaria e non opera in ambito patologico.
E’ un operatore che lavora prevalentemente in campo educativo e preventivo,  per promuovere benessere e salute attraverso l’utilizzo di diverse tecniche.

Il naturopata valuta lo stato energetico della persona, la sua costituzione e predisposizioni, il suo stile di vita e, in base a quello che emerge, può dare suggerimenti riguardo a prodotti naturali, integratori e alimenti che possono aiutare la persona a favorire uno stato di buona salute.

Per quanto riguarda me, la tecnica nella quale ho scelto di specializzarmi è lo Shiatsu, insieme allo studio della Medicina Tradizionale Cinese, anche questa negli ambiti che sono di pertinenza della mia figura professionale (trattamento manuale, moxa, dietetica).
Tra le altre tecniche utilizzo la floriterapia di Bach, le conoscenze in ambito di rimedi naturali e alimentazione.

L’espressione “coltivare il benessere” è quella che più si presta a spiegare la sostanza del mio lavoro.
Il naturopata lavora sul terreno: una buona preparazione del terreno di base rende più facile coltivare uno stato di salute che ci permette di vivere meglio.

Ma cos’è il terreno in naturopatia?

CAUSE DI MALATTIA

Prendersi cura del terreno significa, in sostanza, fare prevenzione nel senso più stretto del termine.
La prevenzione è infatti un insieme di attività volte a impedire o a ridurre il rischio che qualcosa si verifichi.
In Medicina Cinese si parla di “radice e fiori”, dove la radice è la causa della disarmonia, mentre i fiori sono i sintomi. Se ci occupiamo dei sintomi trascurando le cause, questi si ripresenteranno, talvolta più forti oppure in forma diversa.

Vediamo innanzitutto quali sono le cause di disarmonia:

  • Fattori esterni: si tratta delle energie climatiche (freddo, calore, vento, umidità, secchezza) che vibrano anche all’interno dell’individuo. Abbiamo equilibrio quando l’energia interna e quella esterna sono in sintonia. La disarmonia si crea quando l’energia interna corrispondente è debole, quando l’energia esterna è troppo forte (inverno particolarmente freddo o estate molto calda) oppure quando l’energia cosmica non è in sintonia con la stagione (inverno caldo o estate fredda)
  • Fattori interni: sono legati allo stato psico-emotivo della persona. Ogni emozione, quando non è in equilibrio, ha azione specifica su determinati organi (la rabbia sul fegato, la paura sui reni, la rimuginazione sull’apparato digestivo, la tristezza sul polmone, la gioia eccessiva sul cuore)
  • Fattori misti: sono legati alla costituzione, allo stile di vita, allo stato dell’ambiente in cui viviamo, alle abitudini alimentari, agli eccessi o deficit di attività, alle epidemie,…

Ognuno di questi elementi influenza il terreno individuale e favorisce l’insorgere di disarmonie  in modo diverso da persona a persona.
Ognuno di noi infatti ha predisposizioni proprie, siano esse di tipo costituzionale (caratteristiche genetiche), emotivo (il nostro atteggiamento di fronte agli eventi), ambientale (luogo dove viviamo, tipo di lavoro svolto) o legate allo stile di vita.

IL TERRENO NEL CORPO

Quando parliamo di terreno sul piano fisico, ci riferiamo soprattutto alle caratteristiche genetiche, ma anche alle modalità che abbiamo di rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente.
Ognuno di noi ha la tendenza a somatizzare le tensioni in alcuni distretti del corpo piuttosto che in altri.
Per esempio c’è chi si ammala facilmente di influenza e chi raramente, ma soffre di problemi digestivi o di stipsi. C’è chi soffre il freddo e chi il caldo, chi ha disturbi del sonno e chi dorme come un sasso, così come chi ama alzarsi presto e chi non si alzerebbe mai al mattino.
Tutte queste caratteristiche raccontano molto di una persona e del tipo di riequilibrio di cui può avere necessità oppure di cosa potrebbe favorire una disarmonia.

IL TERRENO NELLA MENTE

Oltre alle caratteristiche fisiche, un individuo ha anche il proprio modo di rispondere agli eventi della vita sul piano emotivo.
La persona che tende a esternare la propria rabbia è molto diversa da quella che invece rimugina, chi è dinamico e avventuroso non avrà le stesse risposte di chi ha timore dei cambiamenti.
Anche il modo di affrontare i problemi sarà diverso. Per esempio c’è chi quando è malato vuole stare solo e chi preferisce essere circondato da persone che si prendano cura di lui. Oppure c’è chi affronta i problemi di petto e chi invece preferisce rifletterci sopra.
Ognuna di queste caratteristiche porta risposte diverse anche nel corpo.

TERRENO E OMEOSTASI

Parlando di terreno non si può tralasciare il concetto di omeostasi.
L’omeostasi è la capacità del nostro organismo di autoregolarsi per mantenere la propria condizione di stabilità interna.
L’organismo ha quindi un proprio equilibrio naturale e possiede tutti gli strumenti per mantenerlo efficiente.
Ogni forzatura imposta dall’esterno rischia di rompere questo equilibrio.
Per questo motivo l’assunzione di qualsiasi sostanza in modo continuativo obbliga il sistema a un continuo adattamento.
La forzatura vale anche per rimedi naturali e integratori, che vanno assunti in modo corretto e non indiscriminato perché convinti che non possano nuocere.
L’azione deve essere sempre volta a sostenere e favorire la vitalità, mai ad imporre una forzatura con il risultato di creare un ostacolo ottenendo l’effetto contrario.

GLI OBIETTIVI

L’obiettivo di un intervento naturopatico è quello di permettere alla persona di sfruttare i propri punti di forza e rafforzare le debolezze.
Il fine ultimo è quello di favorire la vitalità e il libero fluire delle energie nel corpo e nella mente.
In questo modo tutto funziona meglio: dal metabolismo alle difese immunitarie, dall’umore al senso di soddisfazione nell’affrontare le sfide della vita.

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