Piantare un seme

by adminelena

“Ciò che si pianta bene non viene sradicato
Ciò che si abbraccia bene non viene sottratto”
Lao Tzu – Tao Te Ching

Come ho già scritto nel mio articolo precedente (se non lo hai letto lo trovi qui), è solo dopo avere preparato un buon terreno che possiamo piantare un seme.
Semplificando, possiamo affermare che il seme si concretizza in una nuova abitudine.
Ma non è solo questo.
Si tratta anche di allenare l’attenzione e osservare cosa succede.

IMPARARE A SCEGLIERE

Non tutte le abitudini che ci vengono suggerite sono buone per noi. Così come il terreno è diverso, sarà lo stesso anche per il raccolto.
Per questo è importante imparare a scegliere, sempre dopo avere sperimentato e osservato il risultato.
Nel mio caso, per esempio, ho provato a svegliarmi molto presto al mattino seguendo il consiglio di chi si sveglia alle 5, ma non sono mai riuscita a trarne beneficio. Ho capito che per me è meglio dormire un’ora in più per essere più efficiente.
Ho provato anche a introdurre cibi diversi (faccio l’esempio del seitan) ma ho scoperto che per me non erano buoni, mi creavano qualche problema e li ho abbandonati.
Se non avessi provato, però, non lo avrei mai saputo.
Meglio scegliere con consapevolezza piuttosto che sulla base di un pregiudizio o di un sentito dire.

ALLENARE LA PAZIENZA

Il secondo aspetto è proprio allenare la pazienza.
Quando si mette in atto una trasformazione, facciamo sempre un investimento su noi stessi.
La prima cosa da mettere in conto è che i cambiamenti non avvengono dalla sera alla mattina, ma richiedono tempo per essere metabolizzati, sia dal corpo che dalla mente.
Innaffiare il nostro seme con costanza fa la differenza.
A volte una nuova abitudine ci reca beneficio sin dall’inizio, altre volte ne cogliamo i vantaggi solo dopo un pò di tempo, durante il quale sembra che non cambi nulla.
In realtà succede come in inverno, quando il freddo sembra congelare tutto, ma il seme nella terra si sta preparando per germogliare.

“Ciò che si pianta bene non viene sradicato” dice Lao Tzu.

Per questo non dobbiamo avere fretta, ma procedere con perseveranza.
In questo modo ogni nuovo elemento che introduciamo nella nostra routine quotidiana ha modo di radicarsi e produrre i suoi effetti.
Quando iniziamo un percorso, la tentazione è quella di stravolgere subito la nostra vita.
Pensiamo che questo sia il modo giusto, invece è proprio il contrario.
Anzi, spesso è proprio questo aspetto a spaventarci e a impedirci di iniziare.
Una buona strategia è quella di sperimentare alcune pratiche, per poi sceglierne due o tre da inserire stabilmente nella nostra giornata.
A volte cadiamo nel tranello di credere che sia poco, invece è sufficiente e, soprattutto, più proficuo.

RENDERE LE COSE PIACEVOLI

Il terzo aspetto importante è rendere tutto il processo il più possibile piacevole e divertente.
Ogni seme deve fare un piccolo sforzo per germogliare, quindi mettiamo in conto un certo disagio, che però possiamo affrontare con un atteggiamento di leggerezza.
Se tutto diventa noioso e genera lamentela non produce risultati, anzi ci induce all’abbandono.
Se ci stimola a sperimentare e stuzzica la curiosità tutto è più facile.

In questo modo non rischiamo di pretendere da noi stessi la perfezione.
Anche se ci dà l’idea di ordine, sappiamo che ciò che è perfetto resta immobile.
E’ proprio l’imperfezione, sebbene vissuta con leggerezza, a creare in noi la giusta spinta verso la ricerca di qualcosa di più.
Accettare di avere ancora molto da imparare ci stimola ad aggiungere ogni giorno un tassello al nostro puzzle.

Sono i piccoli successi quotidiani che ci aiutano a costruire qualcosa di solido e duraturo nel tempo.
Individuiamo ciò che è importante per noi e manteniamoci focalizzati.
Ogni volta che piantiamo un seme ci mettiamo in gioco per migliorare noi stessi e il nostro stile di vita.
Ogni seme piantato bene arricchisce il terreno e lo prepara a un nuovo ciclo vitale e a una nuova evoluzione.

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