yoga-2176668_1920 copia

“Il mio concetto di Benessere è una condizione di libertà e leggerezza, di non-schiavitù, è la capacità di scegliere in ogni momento ciò che fa bene a noi, in consapevolezza e senza condizionamenti” (Elena)

La nostra vita è un percorso evolutivo e quelli che chiamiamo problemi altro non sono che occasioni di crescita.
Il problema è un “sintomo” ovvero il modo in cui una condizione interna sceglie di manifestarsi all’esterno. Sopprimere il sintomo può essere utile quando questo ci crea grossi problemi, ma è importante non dimenticare di prenderci cura della causa reale. Se ho spesso mal di testa posso prendere tranquillamente un rimedio per farlo passare, ma so bene che se non risolvo la causa il sintomo si ripresenterà e dopo un pò anche il rimedio smetterà di essere efficace.

I problemi però possono anche manifestarsi in modo diverso dai sintomi fisici, spesso sono emozioni, situazioni della vita che si ripetono, relazioni che non funzionano,...

Ogni rimedio altro non è che uno strumento nelle nostre mani (o nelle mani di un terapeuta) che ci aiuta a gestire i sintomi in modo che ciò che sta sotto possa emergere e possa essere visto per quello che è. Prenderci cura della causa è ciò che possiamo fare per provare a superare il problema e fare un passo avanti nel nostro cammino.

Ogni strumento è valido di per sé, ma ognuno di noi risponde in modo diverso, ciò che va bene per qualcuno può non avere la stessa efficacia per qualcun altro. Lo stesso vale per gli operatori. Ognuno sceglie di agire attraverso ciò che gli è più affine.

Per quanto mi riguarda, nel mio percorso mi sono sentita attratta dalla Medicina Tradizionale Cinese, dallo Shiatsu, dalla floriterapia di Bach e dalla fitoterapia (in particolare amo molto la Gemmoterapia) mentre ho abbandonato altri percorsi che avevo intrapreso e non mi hanno conquistata.
La mia formazione presso la scuola di Naturopatia di Riza mi ha dato un’impronta di tipo psicosomatico e questo si rispecchia negli strumenti che ho scelto per il mio lavoro, che mi permettono di osservare le situazioni in modo più ampio. Lo studio della Medicina Cinese e della pratica dello Shiatsu hanno completato il quadro di base.

Ogni strumento, però, è solo uno strumento. E’ importante non identificarsi in esso. Lo proviamo se ci attrae, lo abbandoniamo se non fa per noi. La scelta è sempre nostra.
Ciò che conta, in fondo, sono le possibilità e gli orizzonti che si aprono utilizzando le tecniche.
Ciò che ancora più conta è aprirsi a queste possibilità, lasciare che ci indichino un percorso e seguirlo senza paura, sentendo che la strada “ha un cuore” e che ci sta portando a casa.

DON JUAN: «Per me c'è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l'unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»

DON JUAN: «Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c'è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall'ambizione.»
CARLOS CASTANEDA: «Ma come si fa a sapere quando un sentiero non ha un cuore, don Juan?» DON JUAN: «Prima di inoltrarti in esso poniti la seguente domanda: "Questa strada ha un cuore?" Se la risposta è no, lo saprai, e allora dovrai scegliere un altro sentiero.»

(Gli insegnamenti di Don Juan - Carlos Castaneda)